Durante il periodo prebellico gli Stati europei si affannarono a fortificare i propri confini, tentando di renderli invalicabili agli eserciti nemici. L’Italia non fece eccezione, e già a partire dagli anni ‘30 si occupò di tutelare le proprie frontiere, interamente montuose. Mussolini diede l’impulso alle opere del Vallo Alpino lungo l’intero arco di confine; a guerra iniziata, poi, intervennero i tedeschi, che nella progressiva ritirata dalla Sicilia alle Alpi eressero più di 50 linee fortificate, con le quali rallentarono notevolmente l’avanzata degli Alleati, costringendoli a fermarsi un intero inverno sulla celebre Linea Gotica. Scavando tra i documenti degli archivi militari, i giornali dell’epoca e i diari di personaggi più o meno noti, l’autore delinea un’inedita storia della «difesa dei confini», mostrando come le scelte politiche si siano ripercosse su quelle strategiche, illustrando punti deboli e forti dei sistemi approntati, raccontando battaglie ed episodi del conflitto.